Romanzo storico

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Questo libro vi farà viaggiare nella Selinunte greca.

Raccomandato1Raccomandazione
Pubblicato in Arte
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4 Commenti

  • Interessante, non conoscevo questo oggetto tradizionale…, bello scoprire cose antiche

  • Prefazione
    La Sicilia è stata fatta grande con piccole e grandi cose da tutte le popolazioni che la conquistarono perché, trovandosi al centro del Mediterraneo, era terra di approdo e di scambio commerciale. Romani, Greci, Arabi, Normanni, Svevi, Aragonesi e poi Spagnoli e Borboni. Soltanto con gli Angioini i Siciliani si sono ribellati e, con la rivolta dei “Vespri”, sono stati sconfitti e cacciati per farvi ritornare gli Aragonesi. Garibaldi, che si dice eroi dei due mondi, sbarcò in Sicilia per unificare il regno delle Due Sicilie al regno d’Italia.
    Il racconto “lu Bummularu” che mi accingo a scrivere, è ambientato durante il glorioso periodo greco a Selinunte e racconta di una piccola cosa che è rimasta in uso fino agli anni ‘60. Ogni famiglia lo usava durante la vendemmia, la raccolta delle olive e per tutte quelle volte che si andava in campagna a lavorare o per divertimento. Tutti conosciamo le grandi cose che hanno fatto i Greci in Sicilia, ma non tutti sanno cos’è lu bummulu, dalla parola greca bombùlion che vuol dire vaso, ma che i siciliani chiamiamo ancora con questo nome, un piccolo contenitore usato per mantenere fresca l’acqua e il vino e che, grazie ad alcuni artigiani, viene ancora oggi creato nei famosi stazzuna dove si lavora l’argilla per creare vasi, tegole, grondaie, giare e naturalmente bummuli per gli amanti delle cose tradizionali di antiche generazioni.

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