I Ricordi Degli Anni Svelti 

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Dalla finestra

fugaci giungono voci

di corse di bimbi in avventura,

nella nebbia dell’incoscienza,

innocente e variopinta d’emozioni.

All’ombra dei miei segreti,

alzo lo sguardo sui miei anni svelti

che, come rotoli, svanivano

nei sorrisi e nei ritagli di canzoni,

tra timide lacrime d’amore,

sui libri sfogliati di scuola

che sapevano raccontare

storie di tele ricamate d’altri tempi.

È il passato che sfiora la pelle,

in un attimo di silenzio,

mendicante di ore in fiore

da ricordare e conservare

nel cassetto del cuore.

Chiederò al mio respiro

di non sciupare, con inganno,

quel batticuore nel rivedermi ancora:

quel che ero,

quel che resta,

quel che è andato via,

nei riflessi di folate di nostalgia

che ingoiano la mia anima,

davanti allo specchio del presente.

Accetterò il mio odore di vecchio.

Giocano, oltre la finestra, i fanciulli,

tra versi immaturi di consapevolezze,

e io mi stringo nel petto

la malinconia del nulla che resta,

che finge di amarmi,

mi accarezza col suo antico

brivido nostalgico

e mi lascia solitudine da ascoltare,

leggendo l’esperienza senza pioggia,

che vaga tra i frutti della vita,

restituendo, sottovoce, un fremito

che non cancelli

via le orme seppellite,

ma che adorni i passi al porto terreno.

Laura Lapietra ©

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Pubblicato in Poesia
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